Appesi ad un filo

di Cristian Magnani.

“ Ad un tratto vidi il galleggiante che affondava di mezzo centimetro molto lentamente, quasi fermandosi. Poteva essere un’erba, anzi, c’erano buone probabilità che lo fosse, ma ferrai lo stesso, con una sciabolata secca e velocissima di traverso. La canna si piegò in due e il cimino fu percorso da brividi intensi. C’era, proprio lui, il grosso pesce che aspettavo da tempo. Vidi con la coda dell’occhio Giacu che usciva dall’acqua impugnando il guadino e questo mi emozionò molto perché se lui si muoveva voleva dire che il mio pesce era proprio grosso.

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