L’ottavo numero di CORRENTI è online!

Indugio qualche minuto a letto da solo, cercando di riordinare le vertebre dopo una notte passata a ricevere calci e cercare riposo sul bordo di un letto troppo piccolo per quattro persone anche se due di loro sono dei soldi di cacio. Sento mia moglie dall’altra stanza dire qualcosa a bassa voce a Ludovica, la più grande. La sento correre, scalza, come sempre. Arriva, e come prima cosa mi acceca accendendo la luce. Poi mi guarda, sorride, e scandisce bene, come fa chi ha appena imparato una nuova parola: “Pippa!”. Sorride ancora, orgogliosa, quasi beffarda. E se ne va. Rimango perplesso a riflettere. “Ma che ne sai tu di come sono andate le cose ieri?”, penso. “Sì, è vero, appena arrivati, di mattina presto, c’era attività, ma è durata troppo poco per trovare il bandolo della matassa”, mi giustifico. “E comunque un luccio, un luccettino, l’ho preso. Poteva andare peggio, potevo cappottare, no? La pesca a mosca al luccio non la puoi improvvisare, quest’anno era la prima volta che andavo. Anzi sai che ti dico? Ho pescato bene. Sono andato nel posto che ricordavo, quello col fondale più profondo. Ho cambiato la mosca con una che reputavo più adatta a quel posto, e con due lanci ho preso un pesce. Ma che ne sai tu di come sono andate le cose ieri!”. Poi dal soggiorno sento la musica della sigla iniziale di Peppa Pig, e collego. La pesca è anche questo, il giorno dopo. Riflessione, analisi, valutazione di cosa ha funzionato e cosa no. Qualcuno, non ricordo chi, ha detto che l’atto stesso del pescare è solo l’atto finale di un processo che è iniziato con la preparazione per quel momento. Per me c’è anche il dopo, quello in cui, appunto, cerchiamo di capire se e dove abbiamo sbagliato, oppure, se le cose sono andate bene, ripercorriamo i punti vincenti della nostra strategia memorizzandoli per futura utilità.

Spesso si pensa che il gioco termini con l’abboccata, ma anche il recupero è una fase fondamentale dell’azione di pesca e ve ne parleremo con riferimento al cavedano. Vi parleremo dei sensi dei pesci per farvi capire come percepiscono l’ambiente esterno. Vi parleremo di pastura, affinchè possiate usarla in modo ragionato. Vi racconteremo della chiusura della pesca a trote, per quei posti dove ancora è aperta. Faremo considerazioni sui pesci alloctoni e sulle gestione delle acque. Vi porteremo a pesca al lago di Canterno dandovi qualche dritta per impostare la pescata nel migliore dei modi. Vi racconteremo delle spigole di mezz’estate per tornare con la mente quel periodo e scordare il maltempo di questi giorni. Vi mostreremo in fine i passaggi per costruire gli “ovetti” ormai una mosca classica per la pesca a mosca in lago artificiale.

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Buona lettura

Antonio Leotta