Ludopatia

di Massimo Zelli

Ogni volta che dovrei fare qualcosa di importante ma invece sono a pescare mi viene in mente Carlo Dalle Piane in quell’interpretazione magistrale di Regalo di Natale: l’avvocato. All’apparenza lo sprovveduto di turno, ma nella sostanza, l’incarnazione dell’acume intellettivo: capace di toccare l’unica corda che un malato del gioco ascolta, il piacere di giocare, soltanto per giocare. 
Venticinque anni fa non avevo la licenza di pesca. I 14 anni erano dietro l’angolo ma aspettare Agosto era lunga e, senza il libretto blu della provincia di Rieti, una canna in mano vicino al fiume voleva dire essere fuori legge.

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