In pane veritas

di Massimo Zelli

Io appartengo alla schiera di quelli che vorrebbero in Po le savette, i cavedani e i pighi di una volta, ma so che stiamo parlando di un’utopia e quindi in Po ci vado a prendere dei gran barbi che, inutile nascondersi dietro a un dito, mangiano, tirano e ti fanno divertire come pochi. Le specie della vecchia generazione vado a pescarle dove le popolazioni di questi pesci, vuoi perchè madre natura ci mette lo zampino, vuoi perchè qualche volenteroso gli dà una mano, ci sono e stanno tornando agli antichi fasti. La pesca di pighi, cavedani e savette a pane, è qualcosa che cela, sotto un’economia ed una semplicità disarmante, l’essenza della pesca a passata: saper mandare la lenza.

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